L’anatra all’arancia (alla maniera di Allan Bay, che non la dice tutta)

07/12/2009 - Secondi

Flambatura

Flambatura

Era da molto tempo che desideravo farla, l’avevo mangiata una volta, tantissimi anni fa, non ricordavo neppure bene il sapore, eppure desideravo cucinare almeno una volta qusto piatto celebre della cucina francese, che gli Italiani amano sostenere che sia stato portato in Francia da Caterina de’ Medici e quindi che sia originariamente un piatto italiano. Sto parlando dell’anatra all’arancia. L’occasione è stata una cenetta con alcuni ex colleghi, ma ancora amici, che ero convinto potessero apprezzarla.

Ho seguito, come spesso faccio, le indicazioni di Allan Bay, sempre utilissime e preziose, ma questa volta Allan ci ha omesso un dettaglio che non è di poco conto: non ci ha detto che la flambatura è pericolosa in una cucina di un appartamento che ha la cappa sopra i fornelli spesso di legno o di un materiale sintetico e spesso neanche troppo distante dai fornelli.

Ho avuto paura, infatti, quando le fiamme sono arrivate fino alla cappa e non sembravano diminuire, per fortuna avevo il coperchio del tegame a portata di mano e con l’aiuto di un mestolo sono riuscito a domare il principio d’incendio.
Al momento di portarla in tavola comunque nessuno si è accorto di niente, infatti questo piccolo incidente non ha compromesso la riuscita del piatto, per fortuna! Ecco come ho fatto.

Dopo aver pulito l’anatra dalle interiora e dal grasso (comprata già spennata, senza testa e zampe) l’ho salata e pepata abbondantemente dentro e fuori e l’ho rosolata nel burro. Quindi l’ho bagliata con un bel bicchiere di Grand Marnier (forse ho esagerato un pochino, ma la mia anatra era grande) e l’ho flambata, con l’inconveniente già descritto. A questo punto ho  abbassato la fiamma e lasciato cuocere l’anatra per un’ora coperta, rigirandola di tanto in tanto.

Una volta cotta, l’ho sgocciolata e messa da parte. Semplificando ulteriormente la ricetta di Allan Bay, ho aggiunto al fondo di cottura il succo di due arance, poco aceto e del roux preparato a parte. Ho tagliato a pezzi l’anatra e rimessa nella sua salsa per tenerla calda.

Al momento di servirla, l’ho messa in un vassoio, nappata con la salsa e decorata con fette d’arancia.

Il fatto che i miei ospiti l’abbiano ripresa e che abbiano fatto scarpetta nella salsa ha decretato ai miei occhi il successo del mio esperimento.

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